La tomba della danzatrice (CT)
di Barbara Crescimanno Le necropoli di Molino della Badia – Madonna del Piano (Grammichele, Catania), risalenti ad un periodo tra la fine dell’Età del Bronzo e l’inizio dell’Età del Ferro siciliane (XI-IX sec. a.C.), differiscono dalle altre necropoli siciliane della stessa facies: Bernabò-Brea le definisce uno dei complessi più singolari…
Sisaia. Una scoperta nel buio (NU)
di Arianna Carta Primavera 1961. Nella valle di Lanaittu, sotto il Monte Gutturgios, un gruppo di speleologi del Gruppo Grotte Nuorese risale una parete fino a una piccola cavità del territorio di Dorgali. In fondo a un cunicolo angusto trovano quello che non stavano cercando: uno scheletro umano, quasi completo,…
UNA VISIONE PER IL MONDO
Introduzione di Elvira Visciola e Alessandra De Nardis Marija Gimbutas (1921–1994) è stata una delle voci più originali e controcorrente dell’archeologia del Novecento. Formata come archeologa e linguista, ha saputo unire rigore scientifico e visione interdisciplinare, proponendo un’interpretazione radicalmente nuova delle civiltà preistoriche europee. Al centro del suo lavoro c’è…
Dal culto di Valentia Dea a San Valentino: le acque sacre di un ipogeo murato
di Eleonora Ambrusiano Valentia è una divinità pressoché sconosciuta sebbene il suo nome sia rimasto storicamente ben presente e diffuso nei toponimi diffusi in Umbria nella zona di Terni in particolare (Valenza, quartiere e zona in città e, nella prima periferia, i colli di Valenza, e ancora Collevalenza borgo nei…
Amuleti del tempo. Tracce di una proto-scrittura sui canini di cervo
di Alessandra de Nardis ed Elvira Visciola Nel 2020, sulle pagine di Preistoria in Italia veniva pubblicato un breve articolo, “Una collana di denti di cervo di 16.000 anni fa”, su un particolare oggetto rivenuto in una sepoltura scoperta nel 1934 nella Francia sud-occidentale, a Saint-Germain-La-Rivière, datata al Medio Magdaleniano,…
Ricordando Marija Gimbutas e il convegno “Venti anni di studi sulla Dea” – Roma 2014
Introduzione di Luciana Percovich Ci vorranno più di trent’anni perché le mie tesi vengano riconosciute, ripeteva Marija Gimbutas qualche anno prima di morire. Consapevole della portata della sua visione e del suo essere straniera – non solo geograficamente ma culturalmente in un mondo di WASP (White Anglo Saxon Protestant), che…
Vacuna, la dea che c’è e non c’è
di Enrica Tedeschi Chi la ritenne indigena e autoctona (Vespasiano e Tito Tazio) la definì figlia di Sabo, mitico re dei Sabini, e nipote di Sanco (dio dei giuramenti, principale divinità sabina maschile). Secondo altre narrazioni (Varrone e Dionigi di Alicarnasso), la dea sarebbe arrivata in Italia con i Pelasgi….
Gli anelloni piceni, emblema femminile
di Francesca Principi Gli anelloni a nodi sono uno dei simboli più caratteristici della cultura picena pur rimanendo, a tutt’oggi, dei reperti il cui vero significato rimane per lo più oscuro. Per capire il contesto culturale in cui questi oggetti vennero creati è di fondamentale importanza fare una premessa sull’identità…
Donne Etrusche di Potere
di Giulia Goggi La condizione della donna etrusca sembra essere stata più libera rispetto a quella delle donne a lei contemporanee. Si è ipotizzato che sapessero scrivere e leggere e a questo potrebbero essere relative le iscrizioni su alcuni specchi, a spiegazione delle scene rappresentate.Nelle iscrizioni etrusche compare spesso il…
Paleolitico “mon amour”
di Elvira Visciola Marija Gimbutas parlava di Europa antica per il Neolitico, comprendendo un vasto territorio in cui le popolazioni si spostavano portando con sé i propri usi e costumi che trasferivano alle popolazioni che incontravano. In realtà, nonostante le tracce siano più labili e lontane anche di diverse migliaia…
