La scheda è stata curata da Barbara Crescimanno

Il sito di Camaro S. Anna (ME), posizionato su un terrazzo dominante l’alto corso dell’ampia valle fluviale del Camaro-Zaera, è stato esplorato negli anni Novanta in due differenti campagne di scavo (1991; 1996-1997). Ci troviamo sui primi contrafforti dei Monti Peloritani, a sud-ovest di Messina.

Gli scavi hanno messo in luce due grandi focolari con materiali litici e ceramici, due fossette votive colme di vasi in frammenti, una fossa con resti di sepoltura di un individuo giovane, e un paleosuolo caratterizzato da intonaco misto a frammenti ceramici, ossa, industria litica, e numerosa ossidiana. Il contesto, i ritrovamenti e la deposizione funeraria suggeriscono una frequentazione di tipo cultuale e votivo, piuttosto che un abitato.

Tutte le evidenze ceramiche ritrovate nell’area sono inquadrabili nella facies di Piano Conte (eneolitico medio, III millennio a.C.), con confronti in altre aree siciliane: resti della cultura eneolitica di Piano Conte sono stati individuati presso i laghetti di Ganzirri (non lontano da Capo Peloro) e sulle Eolie.

Il sito è reso particolarmente importante dall’eccezionale scoperta, negli spazi tra i focolari e le fossette, di due idoletti litici: Camaro1, del tipo cosiddetto ‘a violino’, realizzato in fillade; Camaro2, di più piccole dimensioni e di lavorazione meno raffinata, a forma di bottiglia, in fillade quarzitica, un tipo di scisto che è facilmente rintracciabile sui Monti Peloritani.

Tali manufatti, che sembrano realizzati in pietra locale, costituiscono una eccezionale prova dei contatti tra Sicilia e mondo egeo-anatolico: Camaro1 presenta una strettissima affinità tipologica e stilistica sia con esemplari di area cicladica (cultura di Pelos-Lakkoudhes, 3200-2700 a.C.) che con esemplari rinvenuti a Beycesultan (Anatolia) datati al Bronzo antico iniziale (2800-2700 a.C.); Camaro2 sembra più vicino ad un tipo diffuso soprattutto a Paros e Antiparos.

Si pone dunque l’evidenza di rapporti diretti tra questa parte della Sicilia ed alcune aree dell’Egeo collegate tra loro da una rotta importante che attraversava lo Stretto di Messina, su cui transitavano oggetti e modelli culturali di peculiare significato e valore formale. “La possibilità, peraltro ancora da verificare, che uno o entrambi gli idoletti siano prodotti localmente potrebbe suggerire, a nostro parere, l’esistenza di rapporti non episodici. […] È peraltro significativo, in un quadro di assai precoci contatti tra il mondo Egeo e la Sicilia, che raffigurazioni di idoletti consimili compaiano nella Grotta di Cala dei Genovesi a Levanzo” (Bacci).

Dopo la pubblicazione sugli idoletti di Camaro è stato presentato un idoletto, proveniente da Castiglione di Sicilia e molto verosimilmente di produzione locale, che presenta grandi affinità con Camaro2 e con alcune delle rappresentazioni pittoriche di Levanzo (vedi scheda): questo ritrovamento suggerisce l’ipotesi che tale tipo di oggetti cultuali siano stati più presenti sul territorio siciliano di quanto le scoperte finora pubblicate possano far supporre, confermando le ipotesi di Bacci sull’esistenza di rapporti non episodici tra l’Egeo, la Sicilia e, come ipotizzato anche da Tusa, l’arcipelago maltese.

Note storiche

La contrada di Camaro era già nota per ritrovamenti relativi al periodo ellenistico; tuttavia l’area dello Stretto, al di sotto dei livelli di età greca e romana, presenta estesi giacimenti preistorici, segno dell’importanza che la zona rivestiva già per le popolazioni dell’epoca. Forti a questo proposito sono i rapporti con le culture eoliane.

Tra il Mediterraneo centrale, l’Egeo e l’Anatolia occidentale sembra esistere un’unità culturale che le scoperte archeologiche mettono sempre più in evidenza. Il Mediterraneo è stato un elemento unificatore essenziale di una regione di villaggi e, accanto a questi, di santuari che fungevano da punto di riferimento a comunità territoriali più ampie, rendendo le comunità dell’Egeo e dell’Italia meridionale e insulare luoghi di scambio di relazioni diplomatiche, commerci e pratiche culturali e religiose. Queste leghe o anfizionie sembrano precorrere quelle greche, che colonizzarono attivamente l’Italia meridionale e la Sicilia a partire dall’VIII secolo.

Da tempo esistono evidenze che suggeriscono lo sviluppo dei contatti tra l’Egeo e il Mediterraneo centrale, raggiungendo anche Cipro e il Vicino Oriente, nella tarda età del bronzo; contatti che comprendono l’interscambio su diversi livelli, non limitati al contatto commerciale, ma che includevano l’esportazione di industrie, i progressi nell’estrazione mineraria e nella fusione, la produzione di ceramiche e la lavorazione dell’avorio e del vetro.

Diversi casi documentano questi scambi: tra questi, l’esempio dei cosiddetti ‘ossi a globuli’, il primo dei quali è stato trovato da Schliemann a Troia (vedi scheda). Si tratta di una tipologia di oggetto presente nelle stesse aree di riferimento riguardanti gli idoletti qui analizzati, e soprattutto nell’area della cultura castellucciana in Sicilia, dove sono noti una ventina di esempi (tra cui diversi di fattura locale) che hanno una datazione simile a quella degli idoletti. Gli ossi a globuli non sono oggetti di uso pratico, né è stata trovata una loro applicazione d’uso quotidiano. Diversi studiosi propendono per un uso come amuleti o talismani, ma lungo la rotta di navigazione da ovest a est possono anche essere serviti come segni di identificazione o di protezione in un mondo in cui lo straniero era protetto dalle leggi dell’ospitalità e da comunità legate da patti di amicizia o alleanza. Questi oggetti avrebbero quindi svolto il ruolo dell’anello massonico e della spilla del Rotary nel commercio del terzo millennio a.C. (Ross Holloway).


NOME Idoletti di Camaro
OGGETTO STATUINA FEMMINILE
FASCIA DI DATAZIONE Eta’ Del Bronzo - 4.000 – 3.000 anni fa
LOCALITA' DEL RITROVAMENTO Camaro - Provincia di Messina
CONTESTO AMBIENTALE Area Esterna
REPERTI ESPOSTI

I reperti sono conservati presso la Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali di Messina, in Viale Boccetta 38, tel. 090-36746498.

STATO DI CONSERVAZIONE

L’idoletto femminile ‘a violino’ presenta lacune sia sulla testa sagomata a sbarretta che sulle appendici laterali. Stato di conservazione buono.

DIMENSIONI Camaro 1: altezza cm. 12 larghezza cm. 8,8 spessore cm. 4; Camaro 2: altezza cm 7,3.
CONDIZIONE GIURIDICA Proprietà Stato.
BIBLIOGRAFIA
  1. Giovanna Maria Bacci – Due idoletti di tipo egeo-cicladico da Camaro Sant’Anna presso Messina – in Prima Sicilia (a cura di) S. Tusa 1997 – I p. 295-297 e II p. 70;
  2. Francesco Privitera – Un nuovo idoletto tipo Camaro da contrada Marca (Castiglione di Sicilia) – 2012 – Istituto italiano di preistoria e protostoria – Atti della XLI riunione scientifica. Dai ciclopi agli ecisti, società e territorio nella Sicilia preistorica e protostorica;
  3. Robert Ross Holloway – The Classical Mediterranean, its Prehistoric Past and the Formation of Europe – Online Publication Category: Italian Pre-History – 1997;
  4. Cecilia Albana Buccellato, Emiliano Tufano e Sebastiano Tusa – Una nuova lettura delle pitture della Grotta di Cala dei Genovesi a Levanzo (Trapani) – in Preistoria Alpina 46 II – Trento 2012 – pp. 119-125.