A Vienna il dibattito internazionale sulle figurine preistoriche: Mind over matter

A Vienna il dibattito internazionale sulle figurine preistoriche: Mind over matter

Il 1° e 2 dicembre 2026 il Naturhistorisches Museum di Vienna ospiterà Mind over matter – The Materiality of Anthropomorphic Figurines, un workshop organizzato in occasione dei cento anni dalla scoperta della Venus II di Willendorf.

Due giornate interamente dedicate alle figurine antropomorfe preistoriche, affrontate da prospettive diverse: i contesti archeologici, i materiali, le tecniche di produzione, le immagini e il modo in cui queste testimonianze vengono interpretate oggi.

Il programma riunisce ricercatori e ricercatrici che si occupano di alcuni dei più importanti contesti europei del Paleolitico, tra cui Hohle Fels, Dolní Věstonice, Galgenberg e Krems-Wachtberg, insieme a specialisti della lavorazione e dell’uso di diversi materiali, dalla pietra all’avorio, dall’argilla all’osso e al corno.

La seconda giornata amplia lo sguardo anche dal punto di vista cronologico, con interventi dedicati alle figurine dal Mesolitico alle Età dei Metalli e un panel dedicato al rapporto tra le figurine preistoriche e lo sguardo contemporaneo.

Guardare le figurine attraverso la loro materialità

Il titolo del workshop, Mind over matter, indica una delle questioni centrali dell’incontro.

Una figurina non è soltanto un’immagine da osservare e interpretare. È anche un oggetto, realizzato con una determinata materia e attraverso precise tecniche di lavorazione.

La scelta della materia, i gesti necessari per trasformarla, le tracce lasciate sulla superficie e il contesto nel quale l’oggetto è stato rinvenuto possono raccontare una parte della sua storia.

È una prospettiva particolarmente interessante perché invita a non separare ciò che una figurina rappresenta da ciò che possiamo comprendere attraverso la sua stessa natura di manufatto.

E le figurine italiane?

È proprio leggendo il programma preliminare che nasce una riflessione che ci riguarda da vicino.

Al momento non è prevista una relazione specificamente dedicata alle figurine preistoriche italiane e nel programma non compare alcun relatore o relatrice appartenente a un’istituzione italiana.

Non è un’assenza che vogliamo interpretare come una mancanza. Il workshop ha un suo preciso percorso scientifico e il programma concentra molta attenzione sui grandi complessi figurativi dell’Europa centrale e sulle problematiche legate alla loro materialità.

Ma è un dato che ci porta a porci una domanda:

quanto potrebbe arricchire questo confronto anche la documentazione proveniente dall’Italia?

Il territorio italiano conserva infatti un patrimonio molto ampio di figurine e rappresentazioni antropomorfe preistoriche, appartenenti a periodi e contesti differenti. Mettere questi materiali in relazione con quelli dell’Europa centrale e sud-orientale potrebbe contribuire a costruire un quadro ancora più ampio della produzione, della circolazione e dell’uso delle rappresentazioni antropomorfe nella Preistoria europea.

È una prospettiva che ci interessa particolarmente.

Preistoria in Italia sta infatti lavorando alla catalogazione e allo studio comparativo delle figurine femminili preistoriche rinvenute nella penisola e nelle isole italiane, con l’obiettivo di rendere più visibile e accessibile un patrimonio che può offrire molti elementi al confronto internazionale.

Un dialogo che può ancora crescere

Il workshop di Vienna riporta al centro alcune domande che accompagnano da tempo lo studio delle figurine preistoriche.

Perché furono realizzate? Chi le realizzò? Quali gesti e quali conoscenze furono necessari per produrle? Perché vennero scelti determinati materiali? In quali contesti furono utilizzate? E quanto delle nostre interpretazioni dipende dai reperti e quanto, invece, dal modo in cui noi oggi guardiamo alla Preistoria?

Sono domande che non appartengono a una singola area geografica.

Per questo sarà interessante seguire il confronto di Vienna e osservare quali nuove prospettive emergeranno dall’incontro tra approcci, materiali e contesti differenti.

E sarà altrettanto interessante continuare a chiederci quale posto possano avere le figurine italiane all’interno di questo dialogo europeo.

Non si tratta di contrapporre Paesi o scuole di ricerca, ma di mettere in relazione patrimoni diversi. Perché soltanto attraverso il confronto tra le diverse realtà archeologiche europee possiamo provare a ricostruire una storia più completa delle figurine preistoriche.

Preistoria in Italia seguirà il workshop di Vienna con particolare interesse e continuerà a portare all’attenzione il patrimonio italiano, nella convinzione che anche da qui possa arrivare un contributo importante al dibattito internazionale.