16/10/2026
Sisaia 2°puntata: un letto di fiori d'inverno
Nella prima parte abbiamo visto tutte le vite che le abbiamo regalato: la guaritrice, la sciamana, la sacerdotessa, la strega, la reietta. E vi ho detto dove mi colloco io, e perché un’interpretazione argomentata non è la stessa cosa di un ritratto appeso alla parete. E poi ci siamo fatti una domanda: come si distingue il regalo dal reperto? Quello che lei è stata, da quello che noi vogliamo che sia stata?
Oggi provo a rispondere, nell’unico modo onesto che conosco: tornando al suo corpo. Perché il corpo di Sisaia, a differenza delle storie che le abbiamo cucito addosso, non mente. Racconta poco, ma quel poco è vero. E quel poco è più bello di tutte le storie messe insieme.
E il titolo di questo episodio? Nasce da una suggestione, non da un dato. Un’ipotesi che sessant’anni fa qualcuno formulò guardando una manciata di semi, e che nessuno ha mai potuto verificare. Me ne sono innamorata, e l’ho tenuta. Quando saremo lì capirete perché.
Testi e voce narrante: Arianna Carta
Cura editoriale, Montaggio e sound design:
Alessandra de Nardis
Original music composed with Suno (PRO account) and used under commercial license
Bibliografia dell’episodio 2
- Arena, Fabiola, Felice Larocca ed Emanuela Gualdi-Russo. 2022. “Cranial Surgery in Italy During the Bronze Age.” World Neurosurgery 157: 36-44.
- Bertonazzi, Francesca. 2018. “La trapanazione cranica nell’Antichità: alcuni casi nella letteratura medica e (forse) in un papiro greco.” In Parlare la medicina: fra lingue e culture, nello spazio e nel tempo, a cura di Nicola Reggiani e Francesca Bertonazzi, 89-112. Firenze: Le Monnier Università.
- Carta, Tonino. 2026. “Ritrovamento di Sisaia”. In Gruttas e Nurras, Quaderni del Gruppo Grotte Nuorese, febbraio 2026, 44-51. (Testimonianza autografa di uno degli scopritori, luglio 2019: fonte dell’identificazione della tilimba; non sottoposta a revisione paritaria.)
- Chilleri, Filiberto, Ornella Fonzo, ed Elsa Pacciani. 2012. “Le ‘trapanazioni craniche’ in Sardegna: il caso di Scaba ’e Arriu di Siddi (III mill. a.C.)”. In Atti della XLIV Riunione Scientifica dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. La preistoria e la protostoria della Sardegna, 1011-1017. Firenze: IIPP.
- Ferrarese Ceruti, Maria Luisa e Franco Germanà. 1978. “Sepoltura femminile nella grotta di «Sisaia», Dorgali”. In Sardegna centro-orientale dal Neolitico alla fine del mondo antico, catalogo della mostra (Nuoro, Museo Civico Speleo-archeologico), 103-107. Sassari: Dessì.
- Ferrarese Ceruti, Maria Luisa e Franco Germanà. 1978. Sisaia. Una deposizione in grotta della cultura di Bonnanaro. Quaderni della Soprintendenza ai Beni Archeologici per le Provincie di Sassari e Nuoro 6. Sassari: Dessì.
- Floris, Francesca. 2026. “«Col senno di poi». Riflessioni archeologiche”. In Gruttas e Nurras, Quaderni del Gruppo Grotte Nuorese, febbraio 2026, 58-66. (Riesame archeologico del caso)
- Germanà, Franco. 1995. L’uomo in Sardegna dal Paleolitico fino all’età nuragica. Sassari: Carlo Delfino. (Per le strie di Harris, p. 140, e il censimento dei trapanati sardi, pp. 129-151.)
- Germanà, Franco e Gino Fornaciari. 1992. Trapanazioni, craniotomie e traumi cranici in Italia dalla preistoria all’età moderna. Pisa: Giardini.
- Giuffra, Valentina e Gino Fornaciari. 2017. “Trepanation in Italy: A Review.” International Journal of Osteoarchaeology 27: 745-767.
- Gresky, Julia, Elena Batieva, Alexandra Kitova et al. 2016. “New Cases of Trepanations from the 5th to 3rd Millennia BC in Southern Russia in the Context of Previous Research: Possible Evidence for a Ritually Motivated Tradition of Cranial Surgery?” American Journal of Physical Anthropology 160: 665-682.
- Guerra-Doce, Elisa, Cristina Rihuete-Herrada, Rafael Micó et al. 2023. “Direct Evidence of the Use of Multiple Drugs in Bronze Age Menorca (Western Mediterranean) from Human Hair Analysis.” Scientific Reports 13: 4782.
- Lo Schiavo, Fulvia e Matteo Milletti. 2016. “The Nuragic Women: Facts and Hypotheses on Bronze Age Sardinian Women.” In Women in Antiquity: Real Women across the Ancient World, a cura di Stephanie Lynn Budin e Jean MacIntosh Turfa, 749-768. London e New York: Routledge.
- Manca, Giacobbe. 2026. “Il mondo di Bisaia / Sisaia”. In Gruttas e Nurras, Quaderni del Gruppo Grotte Nuorese, febbraio 2026, 72-78. (Per la questione del nome: sisaia come blatta e la proposta Bisaia)
- Murgia, Maurizio. 2026. “Da Sisaiu a Sisaia”. In Gruttas e Nurras, Quaderni del Gruppo Grotte Nuorese, febbraio 2026, 28-37. (Fonte del racconto sull’origine del nome Sisaiu)
- Salavert, Aurélie, Antoine Zazzo, Lucie Martin et al. 2020. “Direct Dating Reveals the Early History of Opium Poppy in Western Europe.” Scientific Reports 10: 20263.
- Weyrich, Laura S., Sebastian Duchene, Julien Soubrier et al. 2017. “Neanderthal Behaviour, Diet, and Disease Inferred from Ancient DNA in Dental Calculus.” Nature 544 (7650): 357-361. DOI 10.1038/nature21674.
- Per la bibliografia completa e gli approfondimenti: Il sacro femminile in Sardegna. Simboli, riti e forme di potere, di Arianna Carta, Venexia Editrice, in uscita nel gennaio 2027.
05/10/2026
Sisaia: una scoperta nel buio
Nel 1961, in una piccola grotta della valle di Lanaittu, in Sardegna, gli speleologi trovarono uno scheletro umano quasi completo, sepolto da quasi quattromila anni.
Era Sisaia, una donna della cultura di Bonnanaro, vissuta nell’Età del Bronzo. Il suo scheletro racconta una storia sorprendente: fratture, una trapanazione cranica e soprattutto i segni della guarigione, che indicano che sopravvisse all’intervento. Ma la storia di Sisaia racconta anche qualcosa di più: come l’archeologia abbia spesso interpretato il passato attraverso categorie e stereotipi del presente.
In questo podcast, che è la prima di due puntate dedicate a Sisaia, ripercorriamo la sua vicenda e ci chiediamo: quanto di ciò che leggiamo nei reperti appartiene davvero al passato e quanto, invece, appartiene al nostro modo di guardarlo?
Testi e voce narrante: Arianna Carta
Cura editoriale, Montaggio e sound design:
Alessandra de Nardis
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Bibliografia dell’episodio 1
- Arena, Fabiola, Felice Larocca ed Emanuela Gualdi-Russo. 2022. Cranial Surgery in Italy During the Bronze Age. World Neurosurgery 157: 36-44. DOI 10.1016/j.wneu.2021.09.105.
- Carta, Arianna. 2027 (in uscita) Il sacro femminile in Sardegna. Simboli, riti e forme di potere, Venexia Editrice.
- Carta, Tonino. 2026. Ritrovamento di Sisaia. In Gruttas e Nurras, Quaderni del Gruppo Grotte Nuorese, febbraio 2026, 44-51. (Testimonianza autografa di uno degli scopritori, luglio 2019: fonte della scena del ritrovamento e della frase che dà il titolo a questo episodio)
- Chilleri, Filiberto, Ornella Fonzo, ed Elsa Pacciani. 2012. Le ‘trapanazioni craniche’ in Sardegna: il caso di Scaba e Arriu di Siddi (III mill. a.C.)”. In Atti della XLIV Riunione Scientifica dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. La preistoria e la protostoria della Sardegna, 1011-1017. Firenze: IIPP.
- Contu, Ercole. Catalogo dei beni in possesso del GGN a partire dal 1957, riprodotto in Gruttas e Nurras, Quaderni del Gruppo Grotte Nuorese, febbraio 2026.
Ferrarese Ceruti, Maria Luisa e Franco Germanà. 1978. Sepoltura femminile nella grotta di «Sisaia», Dorgali. In Sardegna centro-orientale dal Neolitico alla fine del mondo antico, catalogo della mostra (Nuoro, Museo Civico Speleo-archeologico), 103-107. Sassari: Dessì. - Ferrarese Ceruti, Maria Luisa e Franco Germanà. 1978. Sisaia. Una deposizione in grotta della cultura di Bonnanaro. Quaderni della Soprintendenza ai Beni Archeologici per le Provincie di Sassari e Nuoro 6. Sassari: Dessì.
- Floris, Francesca. 2026. Col senno di poi. Riflessioni archeologiche. In Gruttas e Nurras, Quaderni del Gruppo Grotte Nuorese, febbraio 2026, 58-66.
- Germanà, Franco e Gino Fornaciari. 1992. Trapanazioni, craniotomie e traumi cranici in Italia dalla preistoria all’età moderna. Pisa: Giardini.
- Giuffra, Valentina e Gino Fornaciari. 2017. Trepanation in Italy: A Review. International Journal of Osteoarchaeology 27: 745-767. DOI 10.1002/oa.2591.
- Lo Schiavo, Fulvia e Matteo Milletti. 2016. The Nuragic Women: Facts and Hypotheses on Bronze Age Sardinian Women. In Women in Antiquity: Real Women across the Ancient World, a cura di Stephanie Lynn Budin e Jean MacIntosh Turfa, 749-768. London e New York: Routledge.
- Manca, Giacobbe. 2026. Il mondo di Bisaia / Sisaia. In Gruttas e Nurras, Quaderni del Gruppo Grotte Nuorese, febbraio 2026, 72-78.
- Murgia, Maurizio. 2026. Da Sisaiu a Sisaia. In Gruttas e Nurras, Quaderni del Gruppo Grotte Nuorese, febbraio 2026, 28-37.
07/09/2026
La Dea doppia: incontro con Vicki Noble
Scrittrice, artista e ricercatrice statunitense, Vicki Noble è figura di riferimento nel panorama internazionale degli studi sulla spiritualità della Dea. La sua ricerca, sviluppatasi anche nel confronto con il lavoro dell’archeologa Marija Gimbutas, ha contribuito a riportare l’attenzione sul simbolismo femminile delle culture preistoriche europee.
Al centro della conversazione c’è la Dea Doppia, tema del libro omonimo di Noble, un simbolo antico e diffuso in diverse aree del mondo, rappresentato attraverso due figure femminili associate, talvolta riunite in un unico corpo con due teste. Il libro raccoglie e interpreta oltre 150 immagini di questa iconografia, interrogandosi sul significato che può assumere non soltanto nella storia delle religioni e dell’arte, ma anche nella riflessione contemporanea sul femminile.
La Dea Doppia ci porta così oltre l’idea di una divinità semplicemente “madre” e apre una riflessione sulla dualità, sulla reciprocità e sulla condivisione del potere. Due figure che non necessariamente rappresentano una gerarchia, ma possono essere lette come presenza reciproca, relazione e complementarità.
Nell’intervista Vicki Noble racconta la genesi della sua ricerca e il significato che questo simbolo continua ad avere per lei, intrecciando archeologia, immagini, mito e spiritualità.
Intervista di: Giusi Di Crescenzo
Doppiaggio: Alessandra de Nardis
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02/05/2026
Nella Terra delle Madri
RITORNO AL LAGO MADRE è l’ultimo lavoro di Francesca Rosati Freeman dedicato alla sua ricerca sui Moso una società matriarcale che vive sulle rive del Lago Madre, al confine fra Yunnan e Sichuan in Cina.
L’intervista all’autrice è a cura dell’associazione Preistoria Italia ed è introdotta da Luciana Percovich.
Sulla copertina del libro Francesca Freeman ha voluto che fossero inseriti i tre simboli di questa antica cultura Il lago, la montagna e il fuoco. E così scrive nell’introduzione al libro
Ogni cultura ha diverse immagini identitarie che la esprimono e la rappresentano. Per i Moso’, ce n’è una in particolare: il focolare, in cui arde il fuoco che non si spegne mai. Non brucia soltanto legna, ma custodisce memoria.
Le sue fiamme hanno visto nascere bambini, hanno vegliato corpi
anziani, hanno ascoltato canti e silenzi.
Il Lago Madre, simbolo della continuità e della fertilità,
e la Montagna sacra, divinità femminile, protettrice, madre e custode della vita, sono anch’essi simboli identitari.
Francesca Rosati Freeman aveva già raccontato le peculiarità di questo popolo in un libro intitolato Benvenuti nel paese delle donne, e in due documentari Nel nome della madre e Montagna Dea Madre.
Dopo dieci anni dal suo ultimo viaggio Francesca Freeman torna dai Moso per capire come questa società matriarcale affronta i cambiamenti portati dalla modernità.
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Alessandra de Nardis
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02/04/2026
Insegnare la Preistoria
Come Associazione Preistoria in Italia stiamo lavorando per creare una rete di confronto e collaborazione, con l’obiettivo di rinnovare l’insegnamento delle radici della storia dell’umanità alla luce dei nuovi approcci e delle più recenti interpretazioni dell’archeomitologia.
Questo podcast, dal titolo Insegnare la Preistoria, si inserisce all’interno di questo progetto.
L’intervista, realizzata nell’ambito degli Incontri di Preistoria con Manuela Saccone, responsabile delle attività didattiche del Museo Archeologico di Finale Ligure, e Tiziana Borgo, insegnante presso l’Istituto Comprensivo di Tertenia (Nuoro), è qui proposta in una versione ridotta in formato podcast.
Intervista di Luciana Percovich
Cura editoriale, Montaggio e sound design:
Alessandra de Nardis
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06/03/2026
La Dea: mito, linguaggio e civiltà
Che tipo di civiltà c’era prima degli indoeuropei ? era la domanda che MARIJA GIMBUTAS si stava facendo quando ebbe l’incarico dalla Università della California di dirigere gli scavi nell’Europa orientale e nell’Asia occidentale per indagare il periodo Neolitico.
Dopo anni di lavoro sul campo e studi e riflessioni sull’enorme materiale che aveva scavato chiamò quella civiltà : la civiltà della Dea.
Intervista di Giusi Di Crescenzo
La voce di Marija Gimbuts è di Susanna Costaglione
Bibliografia essenziale
- Marija Gimbutas Il linguaggio della Dea – Venexia editrice
- Marija Gimbutas La civiltà della dea vol.1 – Stampa alternativa;
- vol.2 – Libera officina a cura di Mariagrazia Pelaia
- Maria Gimbutas Le dee viventi – Medusa edizioni
- Anna Baring e Jules Cashford Il Mito della Dea – Venexia editrice
Cura editoriale, Montaggio e sound design:
Alessandra de Nardis
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30/01/2026
La Dea dell’acqua: il pozzo sacro di Santa Cristina
Da tremila anni, in Sardegna, qualcuno ha costruito una scala perché il cielo potesse incontrare l’acqua. In questo episodio, l’antropologa Arianna Carta accompagna l’ascoltatore nel cuore del santuario nuragico di Santa Cristina, uno dei luoghi sacri più enigmatici del Mediterraneo.
Attraverso archeologia, simbolismo e tradizioni popolari, il pozzo sacro rivela il suo linguaggio nascosto: un’architettura del grembo, un sapere astronomico raffinato, un rito di discesa e trasformazione legato all’acqua, alla luna e al potere femminile.
Testi: Arianna Carta
Voce: Arianna Carta
foto copertina: il pozzo veduta dall’alto – ph: Bibi Pinna
Arianna Carta ha presentato le sue ricerche all’European Association of Archaeologists. Nel 2027 le sue analisi saranno pubblicate da Venexia Editrice
Bibliografia essenziale
- Carboni, Romina. 2012. ‘Demetra veneranda, apportatrice di messi, dai magnifici doni. Diffusione e problematiche dei culti agrario-fertilistici in Sardegna durante l’età tardo-punica e romana’, in Res Sacrae. Note su alcuni aspetti cultuali della Sardegna romana. Cagliari: Edizioni AV: 9-29
- Carta, Arianna. 2022. ‘Who’s Afraid of the Goddess? Leopard’s Tale, Menopausal Syndrome: Terms of Debate within Archaeology’, Studia mythologica Slavica 25: 245-272
- Chevalier, Jean, e Alain. Gheerbrant. 1992. Dizionario dei simboli: miti, sogni, costumi, gesti, forme, figure, colori, numeri. Milano: Rizzoli.
- Coomaraswamy, Ananda, K., 1938. “The Inverted Tree”. Quarterly Journal of the Mythic Society of Bangalore 29 (2): 1–38.
- Durant, Gilbert. 2013. Le strutture antropologiche dell’immaginario. Introduzione all’archeotipologia generale. Bari: Dedalo edizioni.
- Eliade, Mircea. 2008. Trattato di storia delle religioni. Torino: Bollati Boringhieri.
Eliade, Mircea. 2018. Immagini e simboli. Milano: Jaca Book. - Garbati, Giuseppe. 2014. ‘La Dea sfuggente. Ancora su Demetra in Sardegna alla luce di alcune ricerche recenti’, Byrsa. Scritti sull’antico Oriente mediterraneo: 81-114
- Gimbutas, Marija. 2008. Il linguaggio della dea. Roma.
- Guénon, René. 2000. Simboli della scienza sacra. Milano: Adelphi.
- Lanternari, Vittorio. 1984. Preistoria e folklore: tradizioni etnografiche e religiose della Sardegna. Sassari: L’Asfodelo.
- Larner, Franco. 2008. Storia, tecnologia, architettura e satronomia. Mestre: Edizioni Flap.
- Lebeuf, Arnold. 2011. Il pozzo di Santa Cristina, un osservatorio lunare. Cracovia: Tlilan Tlapalan.
Lebeuf, Arnold. 2015. «Nuraghic Well of Santa Cristina, Paulilatino, Oristano, Sardinia.» In Handbook of Archaeoastronomy and Ethnoastronomy, 1413-1420. New York: Springer Science+ Business Media. - Ledda, Simona. 2009. «Demetra: ragioni e luoghi di culto in Sardegna.» Insula: Quaderno di cultura sarda (6): 5-24.
- Lilliu, Giovanni. 2017. La civiltà dei Sardi dal Paleolitico all’età dei nuraghi. Nuoro: Il Maestrale.
- Melis, Maria Grazia. 2008. “Osservazioni sul ruolo dell’acqua nei rituali della Sardegna preistorica.” Rivista di scienze preistoriche (LVIII), 111-124.
- Melis, Paolo. 2017. “La religiosità prenuragica” In: La Sardegna preistorica, storia, materiali, monumenti. Sassari: Carlo Delfino Editore
- Moravetti, Alberto. 2003. Il Santuario nuragico di Santa Cristina, Guide e Itinerari, Sardegna archeologica. sassari: Carlo Delfino editore.
- Neumann, Erich. 1981. La grande madre: fenomenologia delle configurazioni femminili dell’inconscio. Roma: Astrolabio.
- Ries, Julien. 2007. L’uomo e il sacro nella storia dell’umanità. Milano: Jaca Book.
- Tanda, Giuseppa. 2017. «L’Ipogeismo funerario in Sardegna» In: La Sardegna preistorica, storia, materiali, monumenti, 111-135. Sassari: carlo Delfino Editore.
Cura editoriale: Alessandra de Nardis – Montaggio e sound design: Alessandra de Nardis Original music composed with Suno (PRO account) and used under commercial license
16/12/2025
L'invisibilità archeologica
Alessandra de Nardis lavora tra archeologia, divulgazione culturale e studi di genere, indagando il modo in cui le immagini costruiscono – prima ancora delle parole – ciò che crediamo di sapere sul passato. Il suo percorso nasce dall’esperienza professionale nell’ambito delle immagini e della comunicazione da cui deriva una consapevolezza centrale: non immaginiamo la preistoria a partire dai dati, ma a partire dai nostri preconcetti culturali. Le immagini che accompagnano il racconto archeologico non si limitano a rappresentare, ma selezionano, semplificano, normalizzano, rendendo alcune presenze visibili e altre sistematicamente assenti.
Nel suo lavoro mette in discussione l’illusione di un’immagine “oggettiva” del passato, mostrando come l’immaginario archeologico rifletta più la cultura che lo produce che la realtà storica che pretende di raccontare.
Testi: Alessandra de Nardis
Voce: Alessandra de Nardis
Bibliografia essenziale
- Anna Belfer-Cohen & Erella Hovers Now You See Them, Now You Don’t: Modern Gender Stereotypes and Archaeological Interpretation of the Past (2020) – Studi sul Paleolitico del Vicino Oriente e sulla divisione sessuale delle attività, con particolare attenzione ai rischi dell’interpretazione androcentrica e alla proiezione di modelli culturali moderni sul passato.
- April Nowell Invisible Hands? Women, Children, and the Archaeology of Human Origins (2010) – Ricerche sul comportamento simbolico nel Paleolitico e sulla costruzione delle narrazioni preistoriche, con un approccio critico ai modelli evolutivi lineari e alle rappresentazioni stereotipate.
- Rebecca Wragg Sykes Kindred: Neanderthal Life, Love, Death and Art (2020) – Studi sui Neanderthal e sulla complessità delle società paleolitiche, con un forte impegno divulgativo nel decostruire immagini semplicistiche e preconcette della preistoria.
Cura editoriale: Alessandra de Nardis – Montaggio e sound design: Alessandra de Nardis Original music composed with Suno (PRO account) and used under commercial license
05/12/2025
La Dea di pietra. Janas e paesaggi sacri della Sardegna
Chi ha paura della Dea? - Episodio II
Cosa raccontano le janas sulle antiche società femminili della Sardegna?
In questo episodio, l’antropologa Arianna Carta ci guida tra domus de janas, miti e simboli che parlano della Dea e del suo legame con la terra. Un viaggio tra archeologia e tradizioni popolari, alla scoperta del potere femminile inciso nella pietra. “
Testi: Arianna Carta
Voce: Arianna Carta
Bibliografia essenziale
- Alziator, Francesco. 1957. Il folklore sardo. Cagliari: La Zattera.
- Bottiglioni, Gino. 2004. Leggende e tradizioni di Sardegna. Nuoro: Ilisso.
- Buttitta, Antonino. 1996. Dei segni e dei miti. Una introduzione all’antropologia simbolica. Palermo: Sellerio
- Caredda, Gian Paolo. 1992. Leggende sarde. Cagliari: Edisar.
- Eliade, Mircea. 2008. Trattato di storia delle religioni. Torino: Bollati Boringhieri.
- Gimbutas, Marija. 2008. Il linguaggio della dea. Roma: Venexia.
- Goettner-Abendroth, Heide. 2012. Le società matriarcali. Studi sulle culture indigene del mondo. Roma: Venexia.
- Halbwachs, Maurice. 1987. La memoria collettiva. Milano: Unicopli.
- Hrobat Virloget, Katja. 2015. “Se caschi dentro, arrivi all’Aldilà.” Luoghi liminali del paesaggio nel folklore delCarso.” In: Sguardi sull’Aldilà nelle culture antiche e moderne, a cura di: Franco Crevatin, 65-82. EUT EdizioniUniversità di Trieste.
- Kropej Monika. 2012. Supernatural Beings from Slovenian Myth and Folktales. Ljubljana: ZRC Publishing.
- Lanternari, Vittorio.1984. Preistoria e folklore: tradizioni etnografiche e religiose della Sardegna. Sassari:L’Asfodelo.
- Lilliu, Giovanni. 2017. La civiltà dei Sardi dal Paleolitico all’età dei nuraghi. Nuoro: Il Maestrale.
- Mencej, Mirjam. 2011. “Connecting threads.” Folklore: Electronic Journal of Folklore (48): 55-84.
- Tanda, Giuseppa e Carlo Lugliè. 2008. Il segno e l’idea, arte preistorica in Sardegna. Cagliari: CUEC.
- Thompson, Tok. 2004. «The Irish Sí Tradition: Connections between the Disciplines, and What’s in a Word?» Journal of Archaeological Method and Theory 11 (4): 335-368.
- Turchi, Dolores. 1990. Maschere, miti e feste della Sardegna. Cagliari: Edizioni della Torre.
- Van Gennep, Arnold. 1985. I riti di passaggio. Torino: Bollati Boringhieri.
Nel volume Il sacro femminile in Sardegna. Simboli, riti e forme di potere di Arianna Carta, Venexia Editrice, in uscitan el 2026.
Cura editoriale: Alessandra de Nardis e Giusi Di Crescenzo – Montaggio e sound design: Alessandra de Nardis Original music composed with Suno (PRO account) and used under commercial license
14/11/2025
Marija Gimbutas
Ecologista ante-litteram
Marija Gimbutas ecologista ante-litteram è il titolo che abbiamo voluto dare a questa seconda intervista impossibile con cui puntiamo ad evidenziare – nell’ approccio olistico alla realtà storica ricostruita con le sue ricerche – spunti di riflessione di grande valore anche per la nostra contemporaneità e la sua crisi di valori.
Bibliografia
Anna Baring e Jules Cashford sono analiste jumghiane, autrici del libro Il Mito della Dea – collana Civette di Venexia, entrambe membre della Associazione Internazionale di Psicologi Analisti
Giuseppe Barbiero, biologo, ricercatore all’università della Valle d’Aosta, docente di biologia e di ecopsicologia, direttore del Green Leaf – laboratorio di ecologia affettiva
Miriam Robbins Dexter studiosa e ricercatrice con dottorato di ricerca negli studi sugli Indo-europei all’università della California, autrice di numerosi articoli sulla presenza femminile nell’antichità, ha fondato l’Istituto di archeomitologia ispirato alla visione dell’archeologa Marija Gimbutas che promuove studi sulla preistoria dell’antica Europa con un punto di vista inclusivo e interdisciplinare
Intervista di Giusi Di Crescenzo
Voce: Susanna Costaglione
Cura editoriale: Alessandra de Nardis e Giusi Di Crescenzo Montaggio e sound design: Alessandra de Nardis Original music composed with Suno (PRO account) and used under commercial license
22/10/2025
Arianna Carta
Chi ha paura della Dea?
E’ la domanda che si è posta Arianna Carta – Antropologa culturale con un dottorato che intreccia antropologia e archeologia. Da anni si occupa di potere femminile in Sardegna, indagando tracce simboliche e materiali nel tempo. Ha presentato le sue ricerche all’European Association of Archaeologists e nel 2026 le sue analisi verranno pubblicate in un saggio edito da Venexia editrice.
Testi: Arianna Carta
Voce: Arianna Carta
Bibliografia: Articolo completo (in inglese) si rimanda al link: Who’s Afraid of the Goddess? Leopard’s Tale, Menopausal Syndrome: Terms of Debate within Archaeolog Academia.edu/AriannaCarta
Cura editoriale: Alessandra de Nardis e Giusi Di Crescenzo Montaggio e sound design: Alessandra de Nardis Original music composed with Suno (PRO account) and used under commercial license
25/09/2025
Marija Gimbutas
Interviste Impossibili
Noi di Preistoria in Italia, partendo dal lavoro dell’archeologa Marija Gimbutas, vogliamo approfondire le tracce archeologiche che raccontano un’altra storia dell’umanità. Iniziamo la programmazione dei nostri podcast con questa intervista impossibile proprio a lei lasciando che siano le sue parole – colte qua e là nei tanti scritti suoi o a lei dedicati – a farci familiarizzare con il suo lavoro.
Intervista di Giusi Di Crescenzo
Voce: Susanna Costaglione
Montaggio, sound design e cura editoriale: Alessandra de Nardis
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25/09/2025
Heide Göttner-Abendroth
Interviste Possibili
Il nostro viaggio alla scoperta delle radici invisibili della storia prosegue con un’intervista ad Heide Goettner-Abendroth una studiosa che con autentico spirito scientifico ha messo al centro della sua ricerca la necessità di non lasciare che i pregiudizi offuschino la lettura delle realtà storiche, ha dato una definizione precisa di matriarcato e ha descritto esaurientemente le società matriarcali antiche e moderne. L’abbiamo intervistata sul suo ultimo lavoro ”Le società matriarcali del passato e la nascita del patriarcato”
Intervista: Preistoria in Italia
Voci: Preistoria in Italia Montaggio, sound design e cura editoriale: Alessandra de Nardis Original music composed with Suno (PRO account) and used under commercial license
09/10/2025
Bruna Tadolini
Interviste Possibili
Perché da una società primitiva in cui le femmine valevano molto si è passati ad una società “evoluta” in cui le femmine valgono ben poco e sono semplici fattrici di una merce che abbonda e che è usata come carne da lavoro in tempo di pace o da macello in tempo di guerra? Ne parliamo con la biologa Bruna Tadolini, autrice del testo L’evoluzione al femminile. Il contributo delle femmine all’evoluzione dell’uomo.
Intervista di Preistoria in Italia
Montaggio, sound design e cura editoriale: Alessandra de Nardis
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