Domus de Janas di Sos Furrighesos – Anela (SS)

La scheda è stata curata da Francesca Re

Domus de Janas di Sos Furrighesos – Anela (SS)

La scheda è stata curata da Francesca Re


Uno dei siti più affascinanti, sia per la sua ubicazione estremamente selvatica, sia per la complessità, è quello di “Sos Furrighesos”. Si tratta di una necropoli difficile da raggiungere, sarebbe preferibile farsi accompagnare da chi conosce il territorio, ma vale assolutamente la pena esplorare la zona, ricca di necropoli e sacelli nuragici.

La necropoli Sos Furrighesos è costituita da 18 domus de janas, situate lungo un costone roccioso simile ad una barriera, che si erge in certi punti fino a 20 metri e rivolto a S-W, disposte su tre livelli sovrapposti raggiungibili grazie ad una serie di tacche scolpite nella roccia.

Ai limiti del costone si possono osservare i resti di un nuraghe e i basamenti di un villaggio fatto di capanne circolari, non lontano si possono anche rinvenire i rifiuti di lavorazione di un’officina litica.

Le sepolture hanno planimetrie semplici, monocellulari, bicellulari e a T, chiuse da portelli di legno o roccia e circondati da una fitta rete di canalette che impedivano all’acqua piovana di penetrare all’interno, preservando i corredi funerari.

Alcune tombe sono dipinte con colori che vanno dal rosso vivo al rosso sangue, colori ottenuti dalla miscelazione di ocra e sostanze organiche, atti a simboleggiare, in un luogo di sepoltura, la forte spinta alla rigenerazione e al ritorno alla vita.

L’anticella delle domus era adibita ai culti, sono visibili le numerose coppelle in cui venivano poste le offerte, spesso proprio questa era l’unica stanza dipinta.

In tre ipogei si trovano scolpite delle rappresentazioni di corna o protomi, anch’essi simboli di rigenerazione.

La tomba IX spicca non soltanto per le dimensioni, ma anche per una stele centinata simile a quella delle tombe dei giganti, al di sopra della quale si trova un alloggiamento in cui sono stati posti tre pilastri betilici che hanno una funzione magico-protettiva. Questa stele è stata scolpita durante il bronzo antico, dunque in epoca successiva, sacrificando l’anticella della domus.

Sono oltre 140 i petroglifi rinvenuti nelle varie domus che rappresentano archi concentrici, figure a zig zag, reticoli, stelle, oltre ad immagini antropomorfe, pettiniformi e a figure di animali, queste ultime brutalmente deturpate nel tentativo di rubarle. Da sottolineare i petroglifi raffiguranti il capovolto a tre cuspidi e a forma di candelabro. Il numero elevato di petroglifi rinvenuti inserisce la necropoli Sos Furrighesos fra i siti più interessanti da visitare.

Note storiche

Lo studio della necropoli di Sos Furrighesos venne pubblicato per la prima volta da Giuseppa Tanda nel 1984, poi approfondito dalla stessa studiosa in più occasioni. La Tomba non è mai stata sottoposta a scavo archeologico, pertanto, allo stato attuale non è possibile precisare meglio l’inquadramento cronologico, riferito genericamente ad ambito neo-eneolitico.

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SCHEDA

Nome

Domus de Janas di Sos Furrighesos – Anela (SS)

Oggetto

CultiPitture o graffiti rupestri

Cronologia

La necropoli è datata tra il Neolitico Finale e l’Eneolitico, 4400 – 2500 a.C.

Datazione

NeoliticoEtà Del Bronzo

Località del ritrovamento

La Necropoli si trova a dieci chilometri N-E circa dall’abitato di Nughedu S. Nicolò, ai confini tra il Goceano e il Logudoro, nel territorio di Anela – Provincia di Sassari

Regione

Sardegna

Contesto ambientale

SepoltureIpogei

Reperti esposti

Il sito è su Strada Provinciale 113, località Bonorva (SS)

Stato di conservazione

Il sito si trova in uno stato di totale abbandono

Condizione giuridica

Proprietà Stato

Bibliografia

  1. Giuseppa Tanda – Arte e religione della Sardegna preistorica nella necropoli di Sos Furrighesos – Anela (SS) – Editrice Chiarella 1984;
  2. Giuseppa Tanda, Massimo Vanzi, Carla Mannu, Riccardo Dessì – Arte preistorica in Sardegna. Metodi, tecniche, risultati – Università degli Studi di Cagliari 2014;
  3. Alberto Moravetti, Paolo Melis, Lavinia Foddai e Elisabetta Alba – La Sardegna preistorica – Regione Autonoma della Sardegna 2017.
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