La scheda è stata curata da Cristina Muntoni

Statuina volumetrica cruciforme di forte valenza iconica in marmo levigato del Neolitico recente (tra il V e il IV millennio a.C.) che rappresenta una figura femminile. L’astrazione del corpo è un tratto evidente: l’unico tratto somatico è il naso. Il busto è a forma di trapezio rovesciato con seni conici, presenta un segno a forma di V sotto il collo.

Note storiche

La statuina è stata ritrovata fortuitamente da un contadino nel 1935 nel Comune di Senorbì, tra Ortacesus e Selegas. La tenne per anni sul suo caminetto finché non venne notata dal medico del paese e fu così che giunse al Museo Archeologico di Cagliari. Secondo quanto riporta Giovanni Lilliu, sembra che la statuetta si trovasse all’interno di una sorta di sacro recinto a cerchio fatto di pietre legato a un villaggio preistorico.


NOME Statuina (Dea Madre) di Turriga
OGGETTO STATUINA FEMMINILE
FASCIA DI DATAZIONE Neolitico - 8.000 – 5.000 anni fa
LOCALITA' DEL RITROVAMENTO Senorbì. - Provincia di Cagliari
CONTESTO AMBIENTALE Area Esterna
REPERTI ESPOSTI

La statuina è esposta al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, inv. 135887, in Piazza Arsenale – tel. 070-655911, 070-60518248.

STATO DI CONSERVAZIONE

Ottimo.

DIMENSIONI Altezza 44 cm. Larghezza 19 cm.
CONDIZIONE GIURIDICA Proprietà Stato.
LINK ESTERNI

Per il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari

BIBLIOGRAFIA
  1. Giovanni Lilliu – Arte e religione della Sardegna Prenuragica – 1999;
  2. Gianni Alvito – Donna o Dea – Le raffigurazioni femminili nella preistoria e protostoria sarda – Catalogo mostra 2018;
  3. Antonio Forci, Elisabetta Frau – La dea di Turriga – 2018.

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