Pitture rupestri del Riparo di Pale – Foligno (PG)

La scheda è stata curata da Eleonora Ambrusiano

Pitture rupestri del Riparo di Pale – Foligno (PG)

La scheda è stata curata da Eleonora Ambrusiano


Le testimonianze di frequentazione storica del riparo si limitano ad alcune tracce di nerofumo, riconducibili forse ai resti di focolari, alcune risalenti alla prima metà del XX sec. a.C. I reperti più interessanti sono le pitture individuate nella parete di fondo della grotta, in totale ventidue, di colore rosso, presumibilmente realizzate con l’ocra, distanziate tra loro e coperte, a volte, da consistenti colate di concrezioni. La radiodatazione delle concrezioni carbonatiche indica un intervallo di esecuzione della pittura compreso tra il 5661 ed il 1569 a.C. Si ipotizza infatti che alcune di queste figure siano state intenzionalmente eseguite in corrispondenza delle linee di ruscellamento dell’acqua, utilizzando il volume dato dalla concrezione per rappresentare il corpo-tronco di figure oranti, con le braccia alzate (Fig.1.3-1.5). Queste sembrano essere le raffigurazioni più antiche in Umbria, databili presumibilmente tra il Neolitico e l’Età del Rame. In particolare le figure antropomorfe schematiche a phi greco dimezzato con testa triangolare sormontata da un motivo crestato assimilabile ad una acconciatura (Fig.1.1) e di un antropomorfo a phi greco circolare o quadrangolare (Fig.1.2) che trovano confronti con la grotta dei Cervi di Porto Badisco (Lecce) e in molti siti spagnoli soprattutto nella provincia di Murcia. Anche nel caso degli antropomorfi oranti (Fig.1.4, 1.5, 1.9), che sono composti da una linea verticale di spessa consistenza, a rappresentare l’asse testa-tronco-gambe-sesso, intersecata nella parte centrale da un altrettanto spesso segmento a semicerchio, più o meno evidente, e hanno le estremità, a rappresentare gli arti superiori, rivolte verso l’alto, si evidenziano confronti sempre alla Grotta dei Cervi, alla grotta dei cavalli a Trapani, oltre che in Spagna e Francia (Provenza). Per quanto riguarda l’altra figura antropomorfa di orante (Fig.1.3) in cui le gambe sono rese in modo particolare (cioè sollevate verso l’alto in modo simmetrico agli arti superiori), dagli studi di Tommaso Mattioli sappiamo che questa iconografia è raramente attestata nel repertorio rupestre europeo e può trovare confronti limitati ad alcuni antropomorfi schematici oranti eseguiti ad incisione in alcune grotte in Sardegna e in Spagna; è inoltre accostabile ad altri esemplari eseguiti su supporti o con tecniche diverse a Catal Huyuk e nella ceramica di Lengyel (Moravia), come evidenziato da Mellaart e Gimbutas.

Per quanto riguarda le tecniche di esecuzione, le osservazioni macroscopiche hanno evidenziato che le pitture in colore nero dei ripari sono per la quasi totalità contraddistinte da un tratto discontinuo, determinato dalle piccole concavità presenti sulla superficie delle rocce su cui sono state realizzate, probabile conseguenza dello sfregamento su una superficie che si presenta ruvida di una sostanza colorante nera come un pezzo di legno carbonizzato; tuttavia in generale nelle altre grotte dell’Umbria alcune pitture in colore nero, come quelle zoomorfe nel Riparo delle Mummie, e tutte le pitture in colore rosso presentano invece una realizzazione più accurata e con una colorazione uniforme, probabilmente ottenuta con un colorante fluido steso con un pennello.

In generale, si può affermare che queste rappresentazioni sono comuni a tutta quest’area, in particolare all’interno di siti che spesso si trovano in posizioni geografiche specifiche, come punti di transito o di controllo dei territori, su pareti rocciose o in piccoli ripari con difficile accesso ma posti in posizioni che dominano alture, vie di transito o valichi di montagna, e presentano gli stessi simboli ricorrenti, presenti tra l’altro in vaste aree in tutta Europa. Inoltre, nel caso specifico dell’Umbria e del Riparo di Pale, di particolare evidenza e importanza sono le figure antropomorfe ricavate e/o coperte dalle concrezioni derivanti da acque di stillicidio e da mettere quindi in rapporto con culti delle acque. Il rapporto con le acque rientra nel complesso quadro generale dei culti delle acque diffusi già da epoche antichissime, sviluppatosi soprattutto nel Neolitico, con offerte alle acque di stillicidio o a quelle di laghetti e corsi d’acqua, sia nelle grotte che all’aperto, e anche alle acque termali e manifestazioni geotermiche, e che arrivano fino ai nostri giorni con la riconversione di alcuni siti in luoghi di culto o santuari cristiani.

Note storiche

Le pitture rupestri del Riparo di Pale sono state scoperte dal Sig. Feliciano Benci di Foligno. Dal punto di vista territoriale e morfologico questa località presenta alcune caratteristiche comuni al resto degli altri siti individuati in Umbria (Riparo dello Schioppo, Riparo delle Mummie e Riparo delle Formiche Rosse) e in Italia centrale, relative alla scelta dei luoghi e alla loro frequentazione. Si tratta infatti sempre di siti localizzati in aree montuose dell’Appennino interno, in genere nei pressi della confluenza tra piccole valli ed importanti corsi fluviali (fiume Nera, Menotre, etc) orientati tra la posizione di levata e quella di tramonto del sole e posizionati in luoghi impervi con accesso difficile; le raffigurazioni si trovano per la maggior parte lungo la parete di fondo dei ripari sottoroccia che hanno dimensioni comprese tra i 20 e i 30 m. L’acqua, sia in forma di stillicidio, di piccole sorgenti o affioramenti, è generalmente assente nei siti umbri, ma nel riparo di Pale ben tre esempi di oranti schematici sono state realizzati in corrispondenza di consistenti colate di concrezione carbonatica, analogamente a esempi in siti della Penisola Iberica e della Francia meridionale. Il riparo sembrerebbe essere stato scelto, tra i molti disponibili lungo il versante meridionale del monte Pale, per il fatto che solo da quel luogo si aveva un duplice controllo visivo, sia del bacino sottostante e l’eventuale spostamento di persone o animali lungo la sottostante Valle del Menotre.

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SCHEDA

Nome

La scheda è stata curata da Eleonora Ambrusiano

Oggetto

Pitture o graffiti rupestri

Cronologia

La radiodatazione delle concrezioni carbonatiche indica un intervallo di esecuzione della pittura compreso tra il 5661 ed il 1569 a.C., quindi in un arco di tempo tra il Neolitico e l’Età del Rame.

Datazione

NeoliticoEtà Del Rame

Località del ritrovamento

Riparo di Pale in località Pale, nel Comune di Foligno – Provincia di Perugia

Regione

Umbria

Contesto ambientale

Ripari

Reperti esposti

In situ

Stato di conservazione

Molto rovinati

Condizione giuridica

Proprietà Stato

Bibliografia

  1. Tommaso Mattioli – L’arte rupestre preistorica e protostorica dell’Umbria – 2007;
  2. Renata Grifoni Cremonesi – “Siti rupestri con manifestazioni artistiche dipinte e incise lungo la dorsale degli Appennini in Italia: paesaggio e viabilità, uso del territorio, simboli ricorrenti” – in L’arte rupestre nella penisola e nelle isole italiane: rapporti tra rocce incise e dipinte, simboli, aree montane e viabilità – (a cura di) Francesco Marco Paolo Carrera, Renata Grifoni Cremonesi e Anna Maria Tosatti – Archaeopress Publishing, Oxford 2021;
  3. Renata Grifoni Cremonesi e Anna Maria Tosatti (a cura di) – L’arte rupestre dell’età dei metalli nella penisola italiana. Localizzazione dei siti in rapporto al territorio, simbologie e possibilità interpretative – Archaeopress Publishing, Oxford 2017.
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