Ceramiche della cultura di Ripoli – Corropoli (TE)

La scheda è stata curata da Giusi Di Crescenzo

Ceramiche della cultura di Ripoli – Corropoli (TE)

La scheda è stata curata da Giusi Di Crescenzo


Nella ceramica della Cultura di Ripoli si distinguono tre classi principali: figulina di impasto molto depurato di colore giallo o rosato, fine nera o rossastra lisciata e lucidata, grossolana con grossi inclusi e granuli bianchi.

Nella ceramica fine predominano le ciotole troncoconiche spesso decorate all’interno, subito sotto l’orlo, con una linea incisa o una fila di triangolini intagliati.

Nella ceramica figulina si hanno vasi emisferici, boccali carenati con ansa ad anello sormontata da un’appendice antropomorfa, vasi a fiasco con quattro bugnette forate sotto l’orlo: sono dipinti con la tipica sintassi a bande rosse e fasce riempite con una fila di punti bruni che formano riquadri i quali racchiudono motivi geometrici a linee, triangoli, rombi.

A proposito di questi tipi di decorazioni scrive Marija Gimbutas “… La credenza nella sacralità dell’acqua che-da-la-vita…si estende dalla preistoria fino a questo secolo … Un considerevole numero di vasi di tutti i periodi del Neolitico e dell’Età del Rame sono decorati con linee parallele dipinte o incise in bande verticali o diagonali, con zig zag verticali o linee ondulate simulanti la pioggia … Il motivo a corso d’acqua … spesso è a scomparti (chiuso e delimitato da bande) procedimento consueto per indicare che il segno è stato usato come simbolo …” (da Marija Gimbutas, capitolo 5 “Corsi d’acqua” – Venexia 2008).

Quanto alle appendici antropomorfiche, probabilmente una indagine più accurata potrebbe metterle in relazione con contenitori per l’acqua o per riti propiziatori.

Quella di Ripoli è una ceramica che ha forte analogie – come fa notare Marija Gimbutas nel testo La Civiltà della Dea – con la ceramica Danilo, un sito sulla costa adriatica della Dalmazia (5500/4000 a.C.). Una ceramica caratterizzata, come quella di Ripoli, dai colori rosso e nero, molto più sofisticata della precedente ceramica impressa. E ciò avvalora le tesi di scambi intensi fra le popolazioni delle due sponde dell’Adriatico.

Note storiche

Per le note storiche vedi relazione “La Cultura di Ripoli

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SCHEDA

Nome

Ceramiche della cultura di Ripoli – Corropoli (TE)

Oggetto

Manufatti

Cronologia

Le diverse attività di scavo svolte all’interno del sito di Corropoli hanno potuto dimostrare che gli inizi della Cultura di Ripoli si collocano negli ultimi secoli del 5000 a.C. e proseguono per tutto il Neolitico, fino a circa 3500 a.C.

Località del ritrovamento

Corropoli – Provincia di Teramo

Regione

Abruzzo

Contesto ambientale

Area Esterna

Reperti esposti

I reperti sono presenti nelle seguenti collezioni:
• Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma in Piazza Guglielmo Marconi 14 – Tel. 06-549521;
• Museo delle Origini dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma in Piazzale Aldo Moro 5;
• Museo di Storia Naturale dell’Università degli Studi di Firenze in Via G. La Pira 4 – Tel 055-2756444;
• Museo Civico Archeologico di Bologna in Via dell’Archiginnasio 2 – Tel. 051-2757211;
• Museo Archeologico Nazionale di Parma in Piazza della Pilotta 5 – Tel. 0521-233718;
• Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo di Chieti in Via Guido Costanzi – Tel. 0871-331668;
• Museo Civico Archeologico F. Savini di Teramo in Via Melchiorre Delfico 30 – Tel. 0861-324602;
• Musée d’Archéologie Nationale et Domaine National de Saint Germain En Laye in Place Chateau, Francia – Tel. 0033139101300;
• Muséum de Toulouse di Tolosa 35 All. Jules Guesde in Francia – Tel. 0033567738484.

Stato di conservazione

Frammentario

Condizione giuridica

Proprietà Stato

Bibliografia

  1. Giovanni Capellini – L’età della pietra nella Val Vibrata – estratto delle Memorie dell’Accademia delle scienze dell’Istituto di Bologna – 1871;
  2. Giuliano Cremonesi – “Il villaggio di Ripoli alla luce dei recenti scavi” – in Rivista di Scienze Preistoriche – vol. XX 1965;
  3. Giuliano Cremonesi – La grotta dei Piccioni di Bolognano nel quadro delle culture dal neolitico all’età del bronzo in Abruzzo – Giardini 1976;
  4. Maria Antonietta Fugazzola Delpino e Vincenzo Tiné – “Le statuine fittili femminili del Neolitico Italiano. Iconografia e contesto culturale” – in Bollettino di Paletnologia Italiana – 2002-2003 – pp. 19-51;
  5. Marija Gimbutas – La civiltà della Dea – a cura di Mariagrazia Pelaia – stampa alternativa/nuovi equilibri 2012;
  6. Marija Gimbutas – Il linguaggio della Dea – Le Civette di Venexia, 2008;
  7. Renata Grifoni Cremonesi – “Aspetti ideologici e funerari nella cultura di Ripoli e nell’ambito dell’Italia centro meridionale” – in Convegno “Il pieno sviluppo del Neolitico in Italia” – Finale Ligure (SV), 8-10 giugno 2009;
  8. Renata Grifoni Cremonesi e Anna Maria Tosatti – L’arte Rupestre dell’età dei Metalli nella penisola italiana Localizzazione dei siti in rapporto al territorio, simbologie e possibilità interpretative – Access Archaeology 2017;
  9. Renata Grifoni Cremonesi e Annaluisa Pedrotti – “L’arte del Neolitico in Italia: stato della ricerca e nuove acquisizioni” – in Preistoria Alpina – n. 46 – Trento 2012 – pp. 115-131;
  10. Mario Giannitrapani – Coroplastica Neolitica Antropomorfa d’Italia – Bar International Serie 1020 – Oxford 2016;
  11. Vicki Noble – La Dea Doppia – Le Civette di Venexia, 2005;
  12. Andrea Pessina, Mauro Rottoli, Tiziana Caironi, Elena Natali – Notiziario dei Quaderni di Archeologia d’Abruzzo 3/2011 – Ripoli Ricerche nel villaggio neolitico;
  13. Concezio Rosa – Studi di preistoria e storia;
  14. Mario Migliorati – Il villaggio preistorico di Ripoli – 1990;
  15. John Robb – The early mediterranean Village. Agency, Material Culture, and Social Change in Neolithic Italy – Cambridge University Press, 2007;
  16. Italico, Centro ricerca per fare, conservare e valorizzare l’arte – Ripoli, Cultura, arte e tradizione di una civiltà – Quaderni di studio, ricerca e documentazione 1/2013;
  17. Pia Laviosa Zambotti – Le più antiche culture agricole europee – Casa editrice Giuseppe Principato, 1943.
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