Preistoria in Italia

La Civiltà della Dea in Italia, il sito.

Il sito preistoriainitalia.it nasce dal desiderio di continuare le ricerche sul campo di Marija Gimbutas, concentrando lo sguardo sul nostro paese che, allungato al centro del Mediterraneo, ha conosciuto tutti i passaggi dei gruppi umani che, in un movimento costante tra i continenti, portavano con sé i propri saperi, abitudini, simboli. Le loro tracce sono rimaste sui territori che hanno attraversato o in cui si sono fermati e nelle nostre memorie ancestrali e genetiche.

Preistoria in Italia si pone come obiettivo primario la raccolta, la conservazione in un luogo virtuale di facile accesso e la condivisione libera delle informazioni attualmente disponibili circa manufatti, luoghi, miti riconducibili agli strati delle civiltà – pacifiche e incentrate sui valori femminili di protezione e cura della vita – che hanno preceduto le più note culture patriarcali storiche.
La civiltà della Grande Madre o Grande Dea, o Dea Madre prese forme e creò simbologie comuni in luoghi e momenti diversi di un periodo molto esteso che va dal 35.000 a.C. al I millennio a.C. inoltrato, per quanto riguarda il continente europeo. Le numerose statuette femminili, le cosiddette Dee o Veneri, sono l’icona più nota di questa matrice culturale comune.

Ma non ci occuperemo solo di statuine. Il sito è stato concepito come un geo-localizzatore con nove categorie di puntamento da riportare su mappa geografica:

  • Menhir
  • Dolmen
  • Stele
  • Pittura o graffito rupestre
  • Divinità
  • Culto
  • Manufatto
  • Mito o leggenda
  • Statuetta femminile

Ogni manufatto, luogo, mito, ecc. è dunque individuabile geograficamente per luogo di ritrovamento tramite un’icona sulla mappa Italia; l’icona fornisce il link per una scheda di dati; ogni scheda è il risultato dell’inserimento d’informazioni dettagliate e descrittive sul ritrovamento, sugli studi effettuati, sull’eventuale accessibilità, ed è corredata da foto e/o da disegni, e da ogni informazione storico/archeologica attualmente in nostro possesso. I dati sono strutturati per popolare le tabelle e i campi opportunamente predisposti del Database.

Questo sistema da un lato permetterà il formarsi di una mappa basata su informazioni precise e potrà diventare strumento adatto al recupero del materiale sparpagliato in tante differenti classificazioni, dall’altro potrebbe porre le basi per un riordino di ciò che fino ad ora si è scoperto ma che raramente è stato collocato entro a un quadro interpretativo coerente.

Le schede informative saranno il più possibile standardizzate nei contenuti e saranno a cura di archeologhe/archeologi o cultrici della materia e ricercatrici indipendenti individuate regione per regione.

PREISTORIA IN ITALIA è dedicato a chiunque voglia approfondire un argomento che non  sempre ha trovato riconoscimento da parte dell’archeologia accademica ma che merita la massima attenzione per la grande quantità di siti e materiali vari esistenti nel nostro paese che mostrano le caratteristiche abitative, sociali e simboliche di culture a lungo ritenute “primitive” e che invece rivelano di essersi ispirate a conoscenze e valori che sono andati perduti in epoca a noi più vicina con la sovrapposizione di culture portatrici di dominio e conflitto.

A Marja Gimbutas e Momolina Marconi,  che hanno riaperto le strade verso i territori della storia prima della storia

L’archeologa lituana-americana Marija Gimbutas (1921-1994) con la sua ricerca multidisciplinare ha definito l’etnogenesi delle popolazioni proto-indo-europee e delle loro lingue. Ha concepito una nuova disciplina, l’“archeomitologia”, che permettesse di studiare le credenze, i rituali e i simboli delle prime società agricole dell’Europa Antica, che ha chiamato “la Civiltà della Dea”.

Momolina Marconi (1912-2006) ha dedicato la sua vita di studiosa delle religioni del Mediterraneo alla ricerca delle rappresentazioni femminili primigenie, attingendo alla memoria iconografica e letteraria dei popoli che hanno lasciato le loro tracce nella penisola italiana cercando le loro radici e collegamenti nell’area ben più vasta di cui furono parte, consapevole della limitatezza dello sguardo che pone l’inizio della Storia nella Grecia Classica e a Roma.